lunedì 23 dicembre 2013

www.noioutdoor.it sponsorizza la jeep di Giacomo Ferrandino


Mi comunica la sua emozione,ci sta pensando da tanto tempo:Ora si parte! Giacomo Ferrandino ha deciso di regalarsi un viaggio.L’aveva programmato da tempo,non era semplice.Per farlo aveva bisogno di attrezzarsi nel modo migliore,e lui,non delega i suoi progetti.Li crea.Con pazienza e tanto lavoro,ha modificato la sua jeep al punto tale da camperizzarla .”Alè i  lavori del mezzo sono infiniti e non quantificabili,ho dovuto pensare a tutto ,pure al rubinetto con l’acqua potabile di cinquanta litri,con relativo serbatoio di scorta da settanta litri. Nel deserto non si sa mai!” In effetti la prudenza non è mai troppa.Giacomo affronterà il tour nel deserto del Marocco per due settimane in compagnia di un suo caro amico.Ha preventivato  un costo di €1.300 ,e la metà di questi,saranno spesi per imbarcarsi dalla Spagna.Giacomo è venuto a conoscenza del nostro progetto :NOIOUTDOOR.it è rimasto affascinato,a tal punto che abbiamo pensato di creare una forte sinergia.Con grande orgoglio sponsorizziamo il suo tour .E’ solo un modo per condividere il suo sogno,per supportare la polvere che la sua jeep  accumulerà sui sentieri e sulle strade selciate.Siamo sempre vicini a chi ama la natura,condividendo questi progetti.Questo è il senso di NOIOUTDOOR.it

giovedì 5 dicembre 2013

San Clemente di Galluccio,che operazione!


Non è di certo un caso, che ho risolto il mio fastidioso dolore al dente, che mi accompagna oramai da anni,in un luogo in cui non c'ero mai stato prima.

L'inverno incalza,l'imbrunire mi accoglie all'arrivo nel comune di Galluccio.La mia destinazione è la frazione di San Clemente:piccolo centro abitato che porta il nome del papa e martire che resse la chiesa di Roma per terzo dopo San Pietro Apostolo e scrisse ai corinzi una celebre lettera per rinsaldare la pace e la concordia tra loro.

Scendo dalla mia auto dopo averla parcheggiata senza problemi,e mi guardo intorno infreddolito. Annuso zaffate di fumo di camini.In piazza,sei ragazzini giocano dietro una palla.Il più basso,forse il più piccolo di età è l'unico che gioca nel ruolo di portiere.

Per scaricare l'ansia della mia operazione all'osso della mascella,mi dirigo verso il bar in piazza.Appena entro,attiro l'attenzione dei ragazzi seduti in sala.Mi chiedo se ho qualcosa di strano,penso di no.Poi,mi accorgo che tutta l'attenzione  è frutto del solito osservare di chi vede in paese un volto estraneo.

Amo i paesi,quando il barista diventa il primo cittadino:ci puoi chiedere qualsiasi informazione,ha una risposta a tutto.Infatti, nell'attesa del caffè,gli chiedo del clima,e di come arrivare in breve tempo sulla casilina.Scatta l'aiuto di tutti,nella sala, sono presenti vecchietti con bicchierini pieni di amaro,e altre persone che probabilmente,se l'avessi chiesto mi avrebbero fatto da guida fino a destinazione.

Si è fatta ora.Mi tocca andare dal chirurgo,che guarda caso,il suo studio è confinante con l'unica chiesa del paese.La curiosità è tanta.Voglio visitarla.Entro,ma rimango deluso.In effetti mi aspettavo più dipinti.La porta della chiesa fa rumore nell'aprirsi,e quindi ,una volta entrato,le vecchiette con il solito abito nero mi osservano anche loro incuriosite.

Faccio una preghiera,e vado ad operarmi.
L'intervento è riuscito perfettamente,anche se ho sentito il chirurgo che operava nella mia bocca e sull'osso mascellare,come un operaio di una linea telefonica che scava nell'asfalto, cercando la causa dell'intoppo.

Saluto,e indolenzito dal dolore,prima di mettermi in macchina,compro vino e miele del luogo.E' ciò che mi porto a casa di questo delizioso paesino dell'alto casertano,oltre ai miei tre punti di sutura tra guancia e gengive.


Alessio


sabato 2 novembre 2013

Visita a Pietramelara



In questo periodo storico che non si fa altro che parlare del nostro territorio come accumulo di rifiuti tossici,non smetto di cercare il bello che ci circonda.Certo,può essere definita deformazione personale,senza ombra di dubbio,ma sottolineare le nostre ricchezze,farle vedere,conoscerle,approfondire la storia,credo sia un modo  per difendere ciò che ci appartiene.Non smetterò mai di sottolineare le bellezze della storia,e i doni che la natura ci ha donato.
Il clima è ancora perfetto per escursioni-a novembre passeggiare in maniche corte,è una fortuna che in settentrione non posseggono-quindi colgo l'occasione di visitare uno straordinario centro storico,centro di origine Longobarda che vanta un borgo medievale circondato da una cinta muraria affascinante, il cui asse è rappresentato dalla torre normanna:Pietramelara(CE).Luogo tanto caro al Re Ferdiando II di Borbone che quando si trovava nel territorio per ragione di caccia,gradiva molto soggiornare all'interno del Palazzo Ducale eretto tra il XVI e il XVII secolo.
E' stata una giornata bellissima,confermando l'idea che non abbiamo nulla da invidiare dagli altri luoghi.
Visitiamo ciò che abbiamo ,resta l'unico modo per esaltare i nostri "Tesori"


Alessio


lunedì 21 ottobre 2013

Arcieri medioevali nel nostro territorio



Ci sono molti modi per valorizzare un territorio,spesso basta molto poco per realizzare eventi che hanno un risultato affascinante.La giusta motivazione,la voglia di creare qualcosa di bello,inevitabilmente coinvolge e attira.Nel borgo antico di Vairano Patenora(CE) ieri si è svolta la gara degli arcieri.Un torneo Italiano che faceva tappa nel comune dell'Alto Casertano.Molti partecipanti,tutti bravi,vestiti con abiti medioevali che si sfidavano a lanciare frecce,in tappe molto suggestive.Sono stato spettatore di questo evento straordinario,facendomi rapire da quella magia che si percepiva di essere travolti da un'atmosfera, che mi ha portato indietro di secoli.Complice di tutto è stato il Castello di Vairano che rende ogni passeggiata magica,attraversando vicoli,tra case antiche e cortili superbi.
Dovremmo ricordarci spesso,che la nostra terra è ricca di luoghi straordinari,valorizzarli è uno dei nostri doveri.


 Arcieri
 Borgo di Variano

Alessio

martedì 15 ottobre 2013

Il segno di una forte emozione


Potrei raccontare per ore la mia esperienza di ieri pomeriggio.Credo di non essermi ancora ripreso del tutto.L'appuntamento era voluto,ma non ero l'unico invitato.Ho dovuto anticiparmi molto,per sfruttare le coincidenze che non coincidono mai ,per tutti quelli che abitano fuori il capoluogo della regione Campania.I posti erano limitati e gratuiti.L'amore che provo per questo scrittore è sviscerale da farmi presentare come  uno dei primi richiedenti per un posto in prime file.Ma è andata molto meglio del dovuto.
Una coincidenza straordinaria ha fatto in modo di farmelo trovare davanti.L'istinto mi ha fatto allungare una mano per presentarmi,notavo di aver un tremolio agli arti,la voce era oramai sparita.Lui,anticipa il mio saluto ,gli occhi profondi guardano i miei che luccicavano di emozione.Con un colpo di fiato, riesco a pronunciare :"Salve Maestro",mi sento rispondere <<Non sono maestro>>.
Mi presento,gli parlo,lo guardo ,lo vorrei abbracciare.Lui ,mi stupisce:aveva voglia di caffè e mi invita a prenderlo uno.Mi offre un caffè!
Il resto della giornata è stata un continuo di emozioni,di chiacchierare con lui.Osservarlo nei suoi ragionamenti,scrutare ogni particolare,e stupirmi per come accoglie le persone per salutarlo.Magnifico.
La presentazione del libro è stato uno spettacolo in compagnia di una splendida attrice come Isa Danieli.
Erri de luca ha confermato di essere un uomo straordinario.Ricorderò per sempre questo pomeriggio trascorso con lui,uomo che ama la natura e la descrive in storie bellissime.


P.S. se volete sapere di più potete chiedere  :)

Alessio

lunedì 14 ottobre 2013

La castagna a pochi passi!





<<Un'antica leggenda narra di un piccolo paese di montagna i cui abitanti, molto poveri, non avendo di cosa mangiare, si rivolsero a Dio pregandolo di dar loro di che sfamarsi.
Il buon Dio, sentite le loro preghiere, diede loro una pianta da cui poter raccogliere frutti nutrienti da poter mangiare: il castagno. Ma il Diavolo, visto quello che Dio aveva fatto, per impedire che la gente potesse raccogliere i frutti, li avvolse in un guscio spinoso.
Gli abitanti del piccolo paese, presi dallo sconforto, ritornarono nuovamente a pregare Dio ed egli, sceso in mezzo a loro, fece il segno della croce e i gusci spinosi, come per miracolo, si aprirono.
Da quel giorno, quando è periodo, i frutti di questa pianta si aprono a croce.>>


E' del tutto evidente,che l'emozioni più intense sono quelle che la natura ci regala gratuitamente.Ho avuto la fortuna di aver trascorso una giornata tra la ricchezza che la terra ci offre.Non c'è armonia migliore quando l'uomo si concilia con la natura.Dovremmo imparare ad amarla sempre di più ed incoraggiare le persone a stare più tempo all'aria aperta.
Tutta la zona di Roccamonfina(CE) è ricoperta di castagneti. Valorizziamo i nostri territori,visitandoli,cercando di scoprire il più possibile cosa c'è a pochi chilometri da casa nostra.La delusione più grande è conoscere i nomi dei centri commerciali a memoria,e non conoscere le ricchezze spontanee del nostro territorio.


Le castagne per il loro basso costo, l’alta reperibilità e l’elevato potere nutritivo venivano utilizzate come alternativa ai cereali, sostituivano spesso il pane di segale, da cui il nome di “pane dei poveri”.


Alessio

giovedì 10 ottobre 2013

Polibus

E' stata una giornata per ritornare con i "piedi per terra",fermarsi per capire come vanno le cose nel nostro Paese.
Andare sul posto,capire la sofferenza negli occhi di chi possiede meno,per poi confrontarsi con una realtà difficile,a pochi km da casa mia,dove la cura,non è un diritto dovuto a tutti.
La nostra sanità pubblica è semplice utopia,si cura solo chi può permetterselo!

Nonostante sia un diritto riconosciuto, anche in Italia il diritto alla cura è spesso un diritto disatteso: migranti, stranieri, poveri spesso non hanno accesso alle cure di cui hanno bisogno per scarsa conoscenza dei propri diritti, difficoltà linguistiche, incapacità a muoversi all'interno di un sistema sanitario complesso.

A gennaio 2013 sono iniziate le attività dell'ambulatorio mobile a Castel Volturno, in provincia di Caserta, in una delle zone a più alta presenza di migranti in Italia.

L'ambulatorio mobile di Emergency offre cure gratuite ai migranti e alle fasce vulnerabili della popolazione residente: si tratta soprattutto di uomini senza permesso di soggiorno impiegati nell'edilizia e nell'agricoltura, spesso in condizioni di pesante sfruttamento.

Molti pazienti,sono Italiani,che non possono permettersi di pagare il TICKET SANITARIO.

I medici e gli infermieri di Emergency offrono assistenza medica gratuita ai numerosi migranti che vivono e lavorano nell'area. Nel team sono presenti anche tre mediatori culturali, che si occupano dell'accoglienza dei pazienti, garantiscono un servizio di orientamento socio-sanitario e aiutano i pazienti che ne hanno bisogno ad accedere alle strutture del Servizio sanitario pubblico, per esami o visite specialistiche.

Oggi ,ho ascoltato le storie di queste persone,lo staff di Emergency che raccontava esperienze tragiche di persone afflitte e con poca speranza,è stata l'ennesima prova,di quanto importante sia dedicare parte del proprio tempo a chi ha meno di te.



<<Sull'autobus di Emergency salgono quelli che non possono pagarsi la salute>>
Erri De Luca


Alessio

Bisogna fermarsi ed osservare!

La giornata limpida, ma con le temperature non ancora del tutto primaverili, mi hanno fatto venire voglia di cambiare strada.  Le abitudini ...