Sono sincero,ammetto di non aver mai creduto che percorrendo ventinove chilometri,sarei riuscito ad entrare in una dimensione totalmente estranea dalla mia cruda realtà.
Ho deciso da un po',per una mia curiosità di conoscere,di girovagare spesso per paesi,dove la tranquillità,la natura,possono aiutarmi nel dare una visione diversa sulle cose.
Adoro i paesi,li ho sempre amati.Non li ho mai vissuti,ma sono sempre stato incantato nel vederli.
A tutti sarà capitato che in autostrada, notiamo da lontano piccole casette arrancate su colline,e restiamo incantati per quei pochi minuti fin quando una galleria ci toglie la visuale.
Ecco,proprio quei piccoli paesi-da me chiamati presepi-mi emozionano, quindi ho deciso di presentarmi:voglio conoscerli,ci voglio entrare in quei borghi.
Oggi vi parlo di Camigliano(CE).
E' una piccola bomboniera.Fa parte dei "comuni virtuosi" .Appena si entra nel paesino si nota una pulizia,una civiltà,a cui, purtroppo ,non sono per nulla abituato,pur abitando a pochi chilometri di distanza.
Mi avvio verso il centro.Parcheggio,scendo per passeggiare.Entro nella villa comunale e subito noto le casette di legno con persone che civilmente si mettono in fila con in mano bottiglie di vetro.Mi sono informato chiedendo ad una mamma che guarda il suo bimbo giocare nel parco giochi,creato all'interno di una pineta.Mi racconta sorridendo, che con appena cinque centsimi,si puo' acquistare un litro di acqua naturale o frizzante.Sorrido anche io,cercando di non far capire che non ci credo.
Invece devo!
Camigliano è considerato un esempio di corretto smaltimento dei rifiuti (60% di raccolta differenziata,la piu' alta d'Italia) e per cercare di eliminare la plastica,il sindaco Vincenzo Cenname,ha proposto questa iniziativa che a quanto pare è un risultato straordinario.
Il paese è di origine antica,sono incuriosito di visitare la Grotta di S. Michele, ricca di stalattiti e stalagmiti.
Noto che la grotta conserva affreschi attribuiti ad Antonio Solaro.Nella vicina frazione di Leporano, borgo medioevale di un centinaio di abitanti, si trova il santuario dedicato alla Madonna.
Vorrei visitarlo,ma purtroppo è il giorno di chiusura.
Mi prometto di ritornarci anche per questo..A voi tutti invito di visitare questo straordinario paese,che magari vi farà sorridere pensando che la "terra di lavoro",oggi.è solo un modo per dire terra di camorra.Non è cosi',viva Camigliano!
Alessio
Benvenuti nel blog di chi ama la natura, lo sport, viaggiare. In poche parole la VITA" Lo scopo di questo blog è di coinvolgervi e condividere le sensazioni ed emozioni quando si è in totale armonia con il paesaggio e l'arte che ci circonda!
martedì 31 luglio 2012
mercoledì 25 luglio 2012
Rocchetta e Croce
Ci sono giorni in cui si sente il bisogno di scoprire,capire,scrutare,insomma:diventare esploratore!
Senza uniforme,con semplicità,si puo' coinvolgere persone,non troppe.Due, è il miglior numero per appassionarsi alle cose.
Cosi,si salta in auto.Con la voglia di fare cose diverse,di rompere gli schemi,e nel proprio piccolo andare oltre,ma non lontanissimo.
Partendo da casa mia,percorrendo una delle strade piu' antiche d'Italia,mi ritrovo in un paesino.Ci arrivo guardando dal basso verso l'alto.Una sensazione atipica,è come guardare puntando il mento in cielo,un presepio.
L'indicazione blu,mi conferma di trovarmi a Rocchetta e Croce.Mi stupisco prima di vedere il paese,perche non sento nulla,i suoni non esistono,forse ci sono,ma faccio fatica a riconoscerli.I pneumatici della mia macchina,emettono l'unico rumore in questo comune italiano di cinquecentoventisette abitanti della provincia di caserta.
Abbiamo fame,l'ora è quella giusta e con un po' di fortuna troviamo una piccola trattoria,dove il tempo si è fermato.
Chiediamo se è possibile entrare.La cameriera-non troppo giovane-ci accoglie con pantafole invernali marroni e pantaloni di cotone rosa.
Io e la mia amata,siamo gli unici clienti.Anche in trattoria vige il silenzio,prima che sia una tv a rovinare l'armonia naturale,colpa di un fastidioso canale mediaset,che emette suoni di donnine che battibeccano.Il volume della tv arriva dall'altra stanza,dove ci sono tavoli vuoti e la figlia del proprietario- che attenta e sguardo serio- non stacca gli occhi dal monitor stile anni ottanta.
Mangiamo benissimo.Il prosciutto di Rocchetta e i formaggi locali sono deliziosi.
Bevo poco vino,quel poco per capire che è ottimo.
Dopo aver pagato il giusto e salutato,ci mettiamo in giro per vistare il borgo tipico medievale.Con il castello che domina la valle,i vicoli,e la piazzetta sono caratteristici.Cosi come le poche persone che incontriamo, sembrano messe li' per dare vita ad un paesaggio.
Bisognerebbe stare piu' tempo,sopratutto per chiacchierare un po' e capire come si vive in questo piccolo paesino.Mi prometto di ritornarci.
Ci rimettiamo in macchina,ho voglia di esplorare altri paesi,non lontani da casa mia.
A presto Rocchetta e Croce.
Senza uniforme,con semplicità,si puo' coinvolgere persone,non troppe.Due, è il miglior numero per appassionarsi alle cose.
Cosi,si salta in auto.Con la voglia di fare cose diverse,di rompere gli schemi,e nel proprio piccolo andare oltre,ma non lontanissimo.
Partendo da casa mia,percorrendo una delle strade piu' antiche d'Italia,mi ritrovo in un paesino.Ci arrivo guardando dal basso verso l'alto.Una sensazione atipica,è come guardare puntando il mento in cielo,un presepio.
L'indicazione blu,mi conferma di trovarmi a Rocchetta e Croce.Mi stupisco prima di vedere il paese,perche non sento nulla,i suoni non esistono,forse ci sono,ma faccio fatica a riconoscerli.I pneumatici della mia macchina,emettono l'unico rumore in questo comune italiano di cinquecentoventisette abitanti della provincia di caserta.
Abbiamo fame,l'ora è quella giusta e con un po' di fortuna troviamo una piccola trattoria,dove il tempo si è fermato.
Chiediamo se è possibile entrare.La cameriera-non troppo giovane-ci accoglie con pantafole invernali marroni e pantaloni di cotone rosa.
Io e la mia amata,siamo gli unici clienti.Anche in trattoria vige il silenzio,prima che sia una tv a rovinare l'armonia naturale,colpa di un fastidioso canale mediaset,che emette suoni di donnine che battibeccano.Il volume della tv arriva dall'altra stanza,dove ci sono tavoli vuoti e la figlia del proprietario- che attenta e sguardo serio- non stacca gli occhi dal monitor stile anni ottanta.
Mangiamo benissimo.Il prosciutto di Rocchetta e i formaggi locali sono deliziosi.
Bevo poco vino,quel poco per capire che è ottimo.
Dopo aver pagato il giusto e salutato,ci mettiamo in giro per vistare il borgo tipico medievale.Con il castello che domina la valle,i vicoli,e la piazzetta sono caratteristici.Cosi come le poche persone che incontriamo, sembrano messe li' per dare vita ad un paesaggio.
Bisognerebbe stare piu' tempo,sopratutto per chiacchierare un po' e capire come si vive in questo piccolo paesino.Mi prometto di ritornarci.
Ci rimettiamo in macchina,ho voglia di esplorare altri paesi,non lontani da casa mia.
A presto Rocchetta e Croce.
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