Benvenuti nel blog di chi ama la natura, lo sport, viaggiare. In poche parole la VITA" Lo scopo di questo blog è di coinvolgervi e condividere le sensazioni ed emozioni quando si è in totale armonia con il paesaggio e l'arte che ci circonda!
lunedì 29 giugno 2015
Icaro l'immigrato.
Una statua di bronzo che giace a terra, ai piedi del Tempio della Concordia. Decisi di scattare questa foto, perchè più delle altre volte l'arte contemporanea mi aveva colpito con un messaggio straordinario: Icaro che termina il suo viaggio in Sicilia, arriva a terra, dopo un viaggio che sembrava infinito. La terra, che rappresenta la libertà, la voglia di arrivare per cominciare a vivere. La terra, che simboleggia la speranza, il riscatto. Arriva stremato, con le ali spezzate. Come succede ai migranti che arrivano sulle coste del nostro paese.
Il sud è terra di accoglienza, il sud è piendo di energia. L'Italia dovrebbe dare più importanza al meridione. Questo nostro sud, è un posto fertile per l'Europa antica. E l' Europa "lascia annegare per negare"
domenica 29 marzo 2015
L'ulivo
nutrendosi di un dolore antico, che lo deforma e lo contorce
in curve impressionanti. Per vedere una galleria di sculture
tribolate e assurde basta andare dentro un uliveto e
osservare. Si potranno scorgere processioni dolorose di
uomini e donne che soffrono in silenzio. Il loro pianto non è
gridato. L'ulivo non vuole attirare l'attenzione, anzi, cerca di
nascondersi il più possibile. Ma non ce la fa. Le sue forme lo
tradiscono e anche un bambino noterebbe in esse qualcosa
di terribile, di tragico e di drammatico.
L'ulivo è stato testimone di sofferenza. Da quella notte del tradimento, porta in sé la sofferenza umana. La sua forma è dolorosa per questo. Resterà in eterno un Albero Sacro.
Alessio
venerdì 27 marzo 2015
Fiori rosa. Fiori di pesco
Si narra che al primo sguardo, Carlo Magno, s' innamorò di questo fiore a tal punto da portarlo in Europa.
Il fiore di pesco ha un'altra leggenda straordinaria, che narra di un pescatore che con tanta fatica riesce a portare a riva un grosso pesce, dopo averlo tagliato, trova nel suo ventre un grosso nocciolo. Il pescatore decise di seminarlo. Dopo qualche mese nacque una piantina che nei mesi primaverili diede dei fiori meravigliosi. Il primo fruttò che ne uscì fu chiamato "pesca" in onore della sua provenienza.
Ecco, raccontare ancora di queste storie è sempre bello.
Mi veniva in mente tutto questo, mentre stamattina, passeggiando, costeggiavo l'unico pezzo di terra, dove il cemento non ha violentato la terra. Colto da questo spettacolo, mi nasce il bisogno di scattare una foto, immortalare questa bellezza, e subito dopo affidarsi ad una speranza: ritrovare sempre questi alberi, che valgono molto di più di quattro palazzi a cinque piani!
Viva la natura!
Alessio
lunedì 17 novembre 2014
Un piccolo borgo, visto da lontano!
La nostra escursione di trekking ci faceva guardare cose mai viste. Eravamo contenti di respirare aria pulita, e quelle poche parole dette, univano un unico pensiero: il territorio è meraviglioso, bisogna amarlo e rispettarlo sempre di più! Sulla destra, in orizzonte, grazie ai quattrocento metri di altezza, riuscivamo a vedere il mare. Siamo in collina, dove tutto ha una forma ondulata, e il borgo in lontananza è meraviglioso. Riconosco la torre del castello. Ecco, quello è il borgo medievale di Caserta Vecchia. Protetto tra le montagne, rimane un rifugio sicuro. Lo è sempre stato: da quando i Saraceni decisero di distruggere Calatia in pianura, ed il popolo trovò in collina all'interno delle mura, la miglior difesa. I colori dell'autunno la rendono meravigliosa!
La foto è di M.Senatore (fotografo)
Alessio
domenica 19 ottobre 2014
Baia di Jeranto
La curiosità era tanta. Avevo una gran voglia di scoprire dove Ulisse fu richiamato dal cantico delle Sirene e approdò in questa baia, tra Punta Campanella e Punta Penna. Nel mezzo di una bella mattinata assolata con circa 30 gradi ci arrivo. Eccomi, l'ammiro in silenzio, uno splendore mai visto: la Baia di Jeranto!
In questo luogo i greci innalzarono il tempio di Atena, e i Romani poi, sovrapposero quello dedicato a Minerva. Il fascino del mito si respira in questo luogo, come si evidenziano lunghi tratti di storia contemporanea, osservando la roccia calcarea, si possono notare forni e cave, dove i minatori estraevano la calce che serviva all'Ilva per creare acciaio. Tutto questo fino al 195. Dal 1986 il territorio è stato donato al FAI (fondo per l'ambiente italiano) che ne cura e lo custodisce al meglio.
Il sentiero della Baia è straordinario. Camminando s'incontrano le specie tipiche della macchia mediterranea come il Mirto e il Pino Marittimo, e ci si rimane sorpresi sul promontorio ascoltando i canti degli uccelli, come il gabbiano reale e il passero solitario.
Dopo appena un chilometro di sentiero, si passa davanti a Villa Rosa, dimora estiva dello scrittore Inglese Norman Douglas. Leggenda narra che proprio in questa casa, iniziò la stesura di una sua famosa opera (Siren Land). Il panorama dal sentiero è meraviglioso, il percorso attraversa lunghi tratti sotto piante di ulivo secolari. L'arrivo è nella piccola spiaggia della baia di Jeranto, dove il mare è cristallino e la tentazione di tuffarsi è immensa. Come è successo a me, oggi ,in piena stagione autunnale! Ma in questo luogo magico, l'estate dura tutto l'anno. Non ci credi? Se vuoi ti ci accompagno.
Alessio
lunedì 6 ottobre 2014
Visitiamo la storia!
Vi consiglio di visitarla, se volete, vi accompagno!
Alessio
sabato 20 settembre 2014
Per caso in un borgo fantastico!
Le miglior cose nascono sempre per caso.
Sembra una frase fatta, ma per quanto mi riguarda questa mattina è successo proprio così. La destinazione era un'altra, poi un piccolo imprevisto, un cambio di rotta, qualche chilometro in meno e mi ritrovo in un posto magnifico. Attraverso un viale alberato, per poi entrare in un borgo. L'immagine che vedo è davvero estasiante. Mi trovo a Sant'Agata dè goti, comune nella provincia di Benevento. Uno vero spettacolo camminare nel centro storico, nel decumano principale, osservare le sue origini di civiltà sannitica, con le sue stradine che si diramano e che vanno a confluire su due versanti: ad oriente, dalla nascita del sole, quindi dal massiccio dell'altopiano del taburno, e dell'altro versante, ad occidente, da cui si vede tutta la città.
Sant'Agata dè goti è composta da numerosi monumenti, non sontuosi, ma che secondo il mio punto di vista sono in perfetta simbiosi con il paesaggio.
Ci sono stato per poche ore, il tempo di restare affascinato. Ci ritornerò a breve. Accompagnando chi di voi ,vuole scoprire questo magnifico borgo.
Alessio
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