martedì 22 aprile 2014

Una gita nata per caso!


Una gita nata per caso,ed oramai ho constatato,che tutte le cose che nascono per caso,spesso diventano esperienze emozionanti!Dopo aver percorso pochi chilometri dal territorio di Vastogirardi (IS),mi ritrovo nel complesso forestale di Montedimezzo,angolo di paradiso che accoglie nel suo silenzio,visitatori attratti dai sentieri naturalistici e dalla vegetazione arborea.
La riserva di Montedimezzo ha lo scopo prioritario di mantenere un equilibrio,tra l'uomo e il suo ambiente.Ecco il motivo per cui aderisce al programma Man and Biosphere (MAB)attività avviata nel 1971 dall'UNESCO.
Nei suoi 1.170 ettari ,si possono percorrere vari sentieri,tra cui uno adatto alle persone abili diversamente.La fauna che vive nel bosco di Montedimezzo è davvero varia,con grande stupore ho salutato coppie di Daini attraversando il loro habitat naturale.
La riserva è dotata di area pic-nic.Un posto ideale per godersi la natura.Andateci,magari come sempre, vi accompagno!



Alessio



mercoledì 16 aprile 2014

Cipresseta di Fontegreca

Vi è mai capitato,di trovarvi in un posto incantato?Ecco io non ci credevo,poi ho dovuto constatare che certi posti magici esistono.E' la terra delle sorprese!

Dove i Greci,i primi ad essere arrivati in questo territorio scoprirono,e restando affascinati,non andarono più via.Piantarono come loro uso,dei cipressi a difesa dei corsi d'acqua.Qui scattò la magia del fiume Sava,che attraversando il territorio contribuì alla crescita e la forma unica dei cipressi.Infatti,qui a Fontegreca(CE) i cipressi sono inusuali,avendo una forma orizzontale con i rami perpendicolari al fusto,a differenza di quelli che conosciamo tutti con forma piramidale.La cipresseta di Fontegreca  è diventata patrimonio dell'Unesco.Ci ritornerò,accompagnando come sempre le persone che si aggregano,spinti dalla voglia di evidenziare la bellezza della natura che ci circonda.

E tu?Sei pronto a restare incantato?



Alessio



martedì 4 marzo 2014

Il mio compleanno azzurro come te!

"Son nato a Napoli,perciò mi piace il mare"cantava Pino Daniele in una canzone di qualche anno fa.Strofa che ho fatto mia,più di una volta.Ieri,per festeggiarmi,ho deciso di ringraziare la mia città per avermi dato i natali.E lei,mi ha accolta come una mamma che si fa bella per una festa di compleanno del proprio figlio.Il suo colore azzurro predominava su tutto.Era piena di luce,un sole che illuminava i volti e gli accenti di tutti i turisti che passeggiavano sul lungomare.Il Vesuvio per l'occasione si è presentato elegante,mettendo del colore bianco,sul suo cratere.Padroneggiava più che mai sul golfo più bello del mondo.E' stato commuovente sedermi e annusare il suo profumo,gli odori di cibo,la cucina mediterranea,il sapore della pizza,il profumo del caffè.
E' bello provenire da questa città.E' bello avere il suo colore nel cuore.E' stato bello festeggiare il mio compleanno nel tuo ventre.
Auguri a me,auguri eterni a te,città-madre di un teatro infinito!





Alessio

martedì 18 febbraio 2014

Sospeso...tra il mare e il cielo!

Il sentiero degli Dei


Ne avevo sentito parlare,chiunque c'è stato è rimasto affascinato da questo percorso.Dovevo assolutamente esplorare "il sentiero degli Dei".E' febbraio,il clima è particolarmente primaverile,forse di più.Il punto di partenza è una piazza di Bomerano una frazione di Agerola(NA).Il paesino è famoso per il fior di latte,e ovviamente,lo compro pensando che il pranzo sarà gustosissimo.Il percorso inizia leggendo una frase di Italo Calvino che padroneggia sulla parete di una roccia "....da quella strada sospesa sul magico golfo delle “Sirene” solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito".
Dopo aver fatto pochi metri,lo scenario che mi si apre dinanzi è qualcosa che non si può descrivere.Cammino come se fossi sospeso tra il mare e il cielo.I colori sono vivi,la natura si offre nel suo splendore,e dinanzi a tutta questa bellezza non faccio altro che osservarla incredulo.Avverto la sensazione di essere parte integrante di un quadro disegnato da Monet.Cammino,ma riconosco che la bellezza che mi gira intorno ha creato una tale magia da trasportarmi in un'altra dimensione.La meta è arrivare a Positano.E per la maggior parte del tragitto,credo di non farcela.La distanza è troppa!Il sentiero dura più di quattro ore,la difficoltà non è di un livello base,e probabilmente chi soffre di vertigini,non deve pensare di farlo.Dopo una breve sosta per il pranzo,nel territorio di Nocelle,affronto l'ultimo tratto:i millecinquento gradini in discesa che concludono il mio emozionante sentiero degli dei.


Alessio

sabato 18 gennaio 2014

Monte San Leucio

E' proprio vero,la natura non finisce mai di stupirci.Ci credo sul serio,quindi,spinto da una forte passione di osservare luoghi mai visti,e dal clima clemente di un sabato mattina,colgo l'occasione per visitare alcuni monti del territorio Casertano.Il punto di partenza è il comune di San Leucio.
La collina di  San Leucio nel 1750 faceva parte del patrimonio Borbonico.Infatti,il re Carlo III acquistò dai principi Acquaviva,l'intero territorio per farne un luogo di svago e di caccia per l'intera famiglia Reale.Il sentiero non è faticoso,anzi,si percorrono circa 4km di punti panoramici:osservare il territorio casertano con la maestosità del Vesuvio ,dal monte, è davvero emozionante.Proseguo il mio cammino raggiungendo il monte Coppa.Durante il sentiero trovo un gruppo avventuroso di mountain bike,scambiamo poche battute,giusto per dare conferma che le persone che amano la natura hanno una gentilezza a portata di mano, che spontaneamente si manifesta in un saluto educato. Il mio itinerario finisce ai piedi del monte Baccalà,nel comune di Castel Morrone.Mi prometto di visitarlo quanto prima.Nel frattempo il nome di questo monte mi arriva come suggerimento su cosa mangiare per pranzo!


Alessio.

venerdì 17 gennaio 2014

Castello di Baia

Lo capì bene quel corsaro di Barbarossa,che pur venendo da lontano con le sue flotte ,aveva già saccheggiato nel golfo le isole di Ischia e Procida,ma nonostante i vari tentativi,inutile fu approdare e conquistare il Castello di Baia.
Arroccato su di un promontorio di pietra tufacea,il Castello sovrasta un'intera aerea di notevole importanza.Con diversi ponti levatoi e mura altissime,la sua ubicazione risultava strategica per difendere il golfo di Pozzuoli e quello di Napoli.Voluto dagli Aragonesi,e fortificato grazie all'architetto Francesco di Giorgio Martini,risulta ristrutturato e migliorato sotto la dinastia di Carlo III di Borbone.Oggi è sede del  grande museo archeologico dei Campi Flegrei.
La mattina l'ho trascorsa visitando questo luogo magnifico,dove la storia mi accoglie con la sua importanza,facendomi sentire felice di osservare e apprezzare ciò che grandi uomini hanno vissuto in questa zona.Terra di grande miti.La bellezza del panorama,toglie il fiato.Lungo il corridoio esterno del castello vengo sorpreso da un grosso mosaico di tasselli bianchi che rappresentano una lotta tra atleti.Osservandolo con attenzione,scopro immagini  tridimensionali,tale da riuscire a  percepire ogni movimento del loro corpo .Chissà quanto era straziante e atroce vederli da vicino,e penso che in quel tempo era uno dei giochi preferiti anche dell'imperatore Adriano che proprio su questa costa in riva al mare,cessò di vivere.
Entro nelle sale del  museo archeologico,i marmi,e le varie statue,sono talmente affascinanti,e posizionate a pochi centimetri da chi li visita,che per un attimo avverto un forte capogiro:penso di essere affetto dalla sindrome di Stendhal.Mi riprendo subito,forse la causa del mancamento è stata quella di
non aver fatto colazione.In effetti è quasi ora di pranzo,decido di uscire.Di certo i miei occhi hanno gustato tanto.Sono contento di aver visitato un luogo di tanta bellezza.Sono ancora più felice nel ricordarmi che il Castello di Baia è qui,a pochi chilometri da casa mia.Sempre aperto.Ci ritornerò,perchè nella nostra terra c'è sempre arte da visitare ,non dovrebbe mai essere dimenticato.

Alessio



domenica 29 dicembre 2013

Una notte al museo!


Spesso la storia si ripropone per rivivere cose già avvenute.In un certo senso,è ciò che è accaduto ieri sera all'interno della Reggia di Caserta,dimora storica dei Borbone di Napoli.
Migliaia di persone sono stati ospiti del Palazzo Reale,da un'idea nata dal ministero dei beni culturali,che per l'occasione del 28 dicembre,ha istituito l'ingresso gratuito per la maggior parte dei Musei di tutta la Penisola.
In tanti hanno trovato l'occasione giusta, per visitare i vari appartamenti della Reggia.Coinvolgo un pò di amici,appassionati di storia,che spesso mi seguono per le iniziative del progetto www.noioutdoor.it 
"E' un modo per trascorrere un sabato sera diverso"è stato il motto a tutti coloro che mi chiedevano informazioni. 
La nostra meta non era visitare gli appartamenti reali,bensì assistere all'interno della cappella Palatina,la rappresentazione teatrale delle lettere di Luigi Vanvitelli dal titolo "Le Acque della Reggia.Acqua che viene,acqua che va".
Straordinariamente suggestivo e molto coinvolgente,lasciarsi trasportare all'interno di una storia.Osservare i costumi dell'epoca,che adornavano i vari attori,ed il fascinoso Re che con un mantello al centro della sala,confermava l'opulenza del suo Regno.
Emozionato ascolto le lettere che il maestro Vanvitelli scrive al suo fratello,dove racconta la nascita del progetto dell'acquedotto Carolino(il nome in onore del Re Carlo)e delle difficoltà incontrate durante la costruzione dell'impianto,per trasportare l'acqua dal monte Taburno sino a destinazione,cioè la cascata reale e varie fontane.Grazie alle lettere del Vanvitelli che in sala si potevano osservare e fotografare,ho scoperto dei bellissimi retroscena,mai descritti nei libri di storia.Come il racconto del primo intoppo durante la costruzione dell'acquedotto.La causa è la morte accidentale di un operaio ,i colleghi impauriti, protestarono  per  non lavorare più.Solo l'intervento della vedova dell'operaio,riporta forza e coraggio ai lavoratori per proseguire il lavoro iniziato.
E' stata una bellissima esperienza,a conferma che la cultura attira tanto ed è il nostro unico mezzo per risollevarci da un periodo di crisi.Il Territorio Casertano ,deve ritornare ad essere ciò che i Borboni avevano definito durante il loro regno:una TERRA DI LAVORO.Oggi,viene menzionata come Terra dei Fuochi.La storia è importante,bisogna riproporla,anche per ritornare a definirci abitanti di una terra senza fuochi,senza veleni,ma ricchi di cultura.



Alessio

Bisogna fermarsi ed osservare!

La giornata limpida, ma con le temperature non ancora del tutto primaverili, mi hanno fatto venire voglia di cambiare strada.  Le abitudini ...