lunedì 19 aprile 2021

Bisogna fermarsi ed osservare!


La giornata limpida, ma con le temperature non ancora del tutto primaverili, mi hanno fatto venire voglia di cambiare strada. 

Le abitudini sono spesso tremende anche per chi si allena correndo.

 Alla ricerca di nuovi stimoli, mi sono addentrato su di un percorso, sopra l'argine del fiume, anche abbastanza intimorito perché quando non si corre sull'asfalto, ma su strade non proprio lisce, si ha sempre paura di causare qualche danno alle articolazioni e alle caviglie. 

Corro ma la luce del sole, e la complicità delle goccioline di sudore negli occhi, ostruiscono con decisione una visuale strabiliante.

Proprio mentre cerco invano di asciugarmi gli occhi, decido di arrivare nei pressi di quella struttura per assicurarmi una visuale migliore.

Da questa decisione sono passati 4 kilometri, rallento...mi fermo.

Ora la visuale è perfetta, la natura ovviamente gioca un ruolo fondamentale per risaltare la bellezza di una struttura che ricorda un convento della fine del milleottocento.

Le mura non sono messe male, il valore strutturale è altissimo. Ed è un peccato che non ci sia nessuno  per accogliermi sudato con tutte le mie curiosità .Sapessi disegnare,sosterei qui ore per dipingere un quadro.

Non ho attrezzi e bravura per farlo.

Ma pur essendo un podista, mi ritrovo con il telefonino, e posso fotografare la bellezza. Basterebbero gli occhi, ma per condividere c'è bisogno di questo aggeggio. Clik. Fatto.

Riparto, dopo aver fatto una riflessione: c'è del bello ovunque e a pochi passi, tutto è bello. Certo, se non è trattato male. 

Siamo su una terra meravigliosa, ma quanto la trattiamo male.

Soffermiamoci a guardare, a stupirci. Anche se si fa altro. Basta  minuto, trenta secondi. Anche meno. Clik. 

Giusto, un attimo per apprezzare la bellezza.

mercoledì 23 settembre 2020

Dalla Sicilia fino a Londra!




Queste sono storie che amo profondamente. Sono di quelle che sono piene di avventura , sentimento, ricche di emozione


 L’emergenza Coronavirus ha bloccato il mondo per mesi, e ancora oggi continua a rendere complicate cose che prima erano semplicissime. Semplici e belle, imprescindibili. Una di queste cose è viaggiare. Viaggiare per scoprire il mondo o semplicemente per incontrare chi si ama. Amici o parenti lontani, da raggiungere in qualche ora di treno o di aereo. Durante il lockdown, e anche per molto tempo dopo, in gran parte del mondo è stato impossibile muoversi dai propri territori. Poi, gradualmente, si è ripresa la mobilità tra i Paesi ma sempre con restrizioni o accorgimenti particolari.


La piena libertà non è stata ancora riconquistata, e viaggiare oggi è un lusso di altri tempi. Eppure, quando i chilometri ci separano dalle persone a noi più care, si è pronti a tutto. Anche a viaggiare a piedi! E’ questa la storia di Romeo Cox, un ragazzino di 10 anni italo inglese che ha deciso di andare a trovare sua nonna macinando chilometri con le sue gambe


Romeo, nato a Londra, alcuni anni fa si è trasferito con la famiglia nel profondo Sud Italia, a Palermo. Prima dell’estate aveva deciso di trascorrere le vacanze nella capitale inglese, per far visita a sua nonna paterna che non gode di ottima salute. Ma il Coronavirus gli ha impedito di prendere l’aereo e viaggiare tra i vari paesi. Così, con suo papà Philip, ha deciso di partire all’avventura: percorrere 2.800 chilometri tra Palermo e Londra, di cui la maggior parte a piedi, pubblicando tutto sui propri social e chiedendo aiuto economico a due associazioni palermitane.


Padre e figlio sono partita da Palermo il 18 giugno e sono arrivati a Londra il 20 settembre. Ora, dopo aver trascorso due settimane di autoisolamento (come le misure anti-Covid in Gran Bretagna prevedono), potrà riabbracciare sua nonna. Una volta giunto a Londra, Romeo ha stretto tra le mani la conchiglia, che è il simbolo del pellegrino. A Trafalgar Square il bambino è stato accolto da tutti coloro che hanno seguito la sua piccola impresa.


E ora, non ti viene voglia di alzarti da quel divano e fare qualcosa di bello?

venerdì 1 aprile 2016

L'archeologia sommersa.



Sono i primi giorni di primavera, sono giorni dove gli studenti cominciano ad andare in gita, che resta secondo il mio modesto parere il miglior modo per studiare.
 Qualche settimana fa , ho proposto  ad alcuni insegnanti di portare gli alunni alla Baia Imperiale, per vedere da vicino la costa flegrea e l'archelogia sommersa.
L'esperienza è stata entusiasmante, ho accompagnato i ragazzi al bordo di un battello dall'ampio ponte con un particolare fondo trasparente che consente di navigare seduti sotto il livello del mare, osservando la città romana ingoiata dal bradisismo.
Strade , magazzini, ville imperiali, peschiere e tanti altri reperti sommersi, come la statua di Ulisse e di Dionisio.

La gioia dei ragazzi è stata incontenibile, hanno avuto modo di poter capire, facendo un giro in barca, la meravigliosa storia che appartiene alla nostra terra.

Il miglior modo per valorizzare il nostro territorio è conoscerlo!



 Alessio

lunedì 6 luglio 2015

Un museo sempre aperto!

  


Ci sono luoghi che non vengono visitati. Esiste un turismo che dimentica la bellezza. Quel turismo che segue i discorsi e le mode delle persone. Molti vanno in alcune città "perchè ci vanno tutti", "Non si può non andarci!" E' il solito concetto triste di chi vive la vita in funzione degli altri.
Ma cosa vi affascina davvero quando visitate un luogo? 
Esistono musei dove il biglietto per l'ingresso, è sempre gratuito, dove gli spazi sono enormi. Dove l'arte è parte del Divino.
Esistono territori dove il turismo non vuole arrivare, ma vi assicuro che sono  di una ricchezza enorme. Quanto vale un prato verde? Un cavallo che pascola in libertà? Una mosca che vola libera? Una pietra che ferma per terra da secoli? Non si può quantificare, è un valore inestimabile.
Ci sono luoghi dove una persona è seduta su di una panchina per ore. Puoi avvicinarti, ti saluta per primo e senza esitare è capace di  raccontarti la sua vita. Non lo fa per vendere, lo fa per umanità. Ecco, ci sono luoghi dove il museo dell'umanità è sempre aperto. Io ci vado spesso. 
Visitate i paesi, in Italia ce ne sono tantissimi e sono di una bellezza straordinaria.
Ritorno ai miei pensieri. Vi saluto da un paese bellissimo, di una regione meravigliosa: il Molise! 









alessio


lunedì 29 giugno 2015

Icaro l'immigrato.







Una statua di bronzo che giace a terra, ai piedi del Tempio della Concordia. Decisi di scattare questa foto, perchè più delle altre volte l'arte contemporanea mi aveva colpito con un messaggio straordinario: Icaro che termina il suo viaggio in Sicilia, arriva a terra, dopo un viaggio che sembrava infinito. La terra, che rappresenta la libertà, la voglia di arrivare per cominciare a vivere. La terra, che simboleggia la speranza, il riscatto. Arriva stremato, con le ali spezzate. Come succede ai migranti che arrivano sulle coste del nostro paese.
Il sud è terra di accoglienza, il sud è piendo di energia. L'Italia dovrebbe dare più importanza al meridione. Questo nostro sud, è un posto fertile per l'Europa antica. E l' Europa "lascia annegare per negare"

domenica 29 marzo 2015

L'ulivo



L'ulivo è un albero nobile, bello e disperato. Cresce

nutrendosi di un dolore antico, che lo deforma e lo contorce

in curve impressionanti. Per vedere una galleria di sculture

tribolate e assurde basta andare dentro un uliveto e

osservare. Si potranno scorgere processioni dolorose di 

uomini e donne che soffrono in silenzio. Il loro pianto non è 

gridato. L'ulivo non vuole attirare l'attenzione, anzi, cerca di

nascondersi il più possibile. Ma non ce la fa. Le sue forme lo

tradiscono e anche un bambino noterebbe in esse qualcosa

di terribile, di tragico e di drammatico.

L'ulivo è stato testimone di sofferenza. Da quella notte del tradimento, porta in sé la sofferenza umana. La sua forma è dolorosa per questo. Resterà in eterno un Albero Sacro.

Alessio

venerdì 27 marzo 2015

Fiori rosa. Fiori di pesco


Si narra che al primo sguardo, Carlo Magno, s' innamorò di questo fiore a tal punto da portarlo in Europa.

Il fiore di pesco ha un'altra leggenda straordinaria, che narra di un pescatore che con tanta fatica riesce a portare a riva un grosso pesce, dopo averlo tagliato, trova nel suo ventre un grosso nocciolo. Il pescatore decise di seminarlo. Dopo qualche mese nacque una piantina che nei mesi primaverili diede dei fiori meravigliosi. Il primo fruttò che ne uscì fu chiamato "pesca" in onore della sua provenienza.
Ecco, raccontare ancora di queste storie è sempre bello.
Mi veniva in mente tutto questo, mentre stamattina, passeggiando, costeggiavo l'unico pezzo di terra, dove il cemento non ha violentato la terra. Colto da questo spettacolo, mi nasce il bisogno  di scattare una foto, immortalare questa bellezza, e subito dopo affidarsi ad una speranza: ritrovare sempre questi alberi, che valgono molto di più di quattro palazzi a cinque piani!
Viva la natura!


Alessio





lunedì 17 novembre 2014

Un piccolo borgo, visto da lontano!


La nostra escursione di trekking ci faceva guardare cose mai viste. Eravamo contenti di respirare aria pulita, e quelle poche parole dette, univano un unico pensiero: il territorio è meraviglioso, bisogna amarlo e rispettarlo sempre di più! Sulla destra, in orizzonte, grazie ai quattrocento metri di altezza, riuscivamo a vedere il mare. Siamo in collina, dove tutto ha una forma ondulata, e il borgo in lontananza è meraviglioso. Riconosco la torre del castello. Ecco, quello è  il borgo medievale di Caserta Vecchia. Protetto tra le montagne, rimane un rifugio sicuro. Lo è sempre stato: da quando i Saraceni decisero di distruggere Calatia in pianura, ed il popolo trovò in collina all'interno delle mura, la miglior difesa. I colori dell'autunno la rendono meravigliosa!


La foto è di M.Senatore (fotografo)

Alessio

domenica 19 ottobre 2014

Baia di Jeranto



La curiosità era tanta. Avevo una gran voglia di scoprire dove  Ulisse fu richiamato dal cantico delle Sirene e  approdò in questa baia, tra Punta Campanella e  Punta Penna. Nel mezzo di una bella mattinata assolata con circa 30 gradi ci arrivo. Eccomi, l'ammiro  in silenzio, uno splendore mai visto: la Baia di Jeranto!

In questo luogo i greci innalzarono il tempio di Atena, e i Romani poi, sovrapposero  quello dedicato a Minerva. Il fascino del mito si respira in questo luogo, come si evidenziano lunghi tratti di storia contemporanea, osservando la roccia calcarea, si possono notare forni e cave, dove i minatori estraevano la calce che serviva all'Ilva per creare acciaio. Tutto questo fino al 195. Dal 1986 il territorio è stato donato al FAI (fondo per l'ambiente italiano) che ne cura e lo custodisce al meglio.

 Il sentiero della Baia è straordinario. Camminando s'incontrano le specie tipiche della macchia mediterranea come il Mirto e il Pino Marittimo, e ci si rimane sorpresi sul  promontorio ascoltando i canti degli uccelli, come il gabbiano reale e il passero solitario.

Dopo appena un chilometro di sentiero, si passa davanti a Villa Rosa, dimora estiva dello scrittore Inglese Norman Douglas. Leggenda narra che proprio in questa casa, iniziò la stesura di una sua famosa opera (Siren Land). Il panorama dal sentiero è meraviglioso, il percorso  attraversa lunghi tratti sotto piante di ulivo secolari.  L'arrivo è nella piccola spiaggia della baia di Jeranto, dove il mare è cristallino e la tentazione di tuffarsi è immensa. Come è successo a me, oggi ,in piena stagione autunnale! Ma in questo luogo magico, l'estate dura tutto l'anno. Non ci credi? Se vuoi ti ci accompagno.



Alessio

lunedì 6 ottobre 2014

Visitiamo la storia!



La nostra più grande fortuna e quella di essere circondati da tesori da valori inestimabili. La regione Campania possiede dei monumenti storici da fare invidia al mondo intero.  A pochi chilometri da casa mia, c'è l'Anfiteatro Capuano, traccia concreta di ciò che questo luogo ha significato per l'antica Roma. Uno spettacolo visivo che rimanda ad epoche di antico fascino. Visitarlo significa emozionarsi, come  ripercorrere il percorso che Spartaco faceva prima di entrare in arena. Era proprio in questo anfiteatro, che il più grande dei gladiatori, raccoglieva la sua concentrazione e la forza necessaria per affrontare la feròcia degli scontri. Spartaco è stato il primo schiavo a ribellarsi dalla tirrannia del potere. Ho riflettuto molto su questa cosa, forse non è un caso che il suo mito, la leggenda ,sia nata proprio da qui , in questa terra di lavoro di Santa Maria Capua Vetere.

Vi consiglio di visitarla, se volete, vi accompagno!




Alessio

sabato 20 settembre 2014

Per caso in un borgo fantastico!


Le miglior cose nascono sempre per caso. 
Sembra una frase fatta, ma per quanto mi riguarda questa mattina è successo proprio così. La destinazione era un'altra, poi un piccolo imprevisto, un cambio di rotta, qualche chilometro in meno e mi ritrovo in un posto magnifico. Attraverso un viale alberato, per poi entrare in un borgo. L'immagine che vedo è davvero estasiante. Mi trovo a Sant'Agata dè goti, comune nella provincia di Benevento. Uno vero spettacolo camminare nel centro storico, nel decumano principale, osservare le sue origini di civiltà sannitica, con le sue stradine che si diramano e che vanno a confluire su due versanti: ad oriente, dalla nascita del sole, quindi dal massiccio dell'altopiano del taburno, e dell'altro versante, ad occidente, da cui si vede tutta la città. 
Sant'Agata dè goti è composta da numerosi monumenti, non sontuosi, ma che secondo il mio punto di vista sono in perfetta simbiosi con il paesaggio.
Ci sono stato per poche ore, il tempo di restare affascinato. Ci ritornerò a breve. Accompagnando chi di voi ,vuole scoprire questo magnifico borgo.


Alessio

lunedì 15 settembre 2014

Lui è un vero EROE!



"Nella foto del profilo su Facebook Antonio Facenna cammina su una strada di campagna seguito dalle sue vacche. Antonio ha perso la vita qualche giorno fa proprio per andare a vedere le sue vacche mentre sul Gargano cadeva una pioggia furiosa. Sono stato due volte quest’anno nella sua masseria. Un posto meraviglioso, tra Carpino e il mare, un angolo di Sud dove l’agricoltura e il turismo non hanno la forza che potrebbero avere. Antonio era uno di quei giovani che in questi anni hanno capito che la terra può essere il futuro per la propria vita e per i propri luoghi. Ed era anche molto felice che la musica e la poesia potessero incrociarsi alla produzione del formaggio negli eventi del Carpino folk festival: computer e pero selvatico, canti d’amore e vacche podoliche, ecco l’intreccio tragicamente interrotto in una notte di fine estate. La morte di Antonio ci ricorda anche il fatto che la vita nei campi è una vita dura in cui si semina molto e si raccoglie poco. E qualche volta si può anche perdere tutto. Il suo sacrificio meriterebbe di restare impresso nella memoria collettiva, un giovane contadino vale più dei tanti personaggi da niente che occupano le nostre cronache. " Queste sono le parole che apprendo, leggendo la pagina ufficiale dello scrittore "paesologo" Franco Arminio. Oggi più che mai condivido queste parole, cercando di poter rendere il più possibile conosciuta questa triste storia. Un ragazzo, un vero Eroe, che amava la terra, la natura, amava la musica e la poesia. Non ho avuto la fortuna di Franco Arminio, di conoscere Antonio, ma la sua vita non è passata senza "traccia" . Antonio ha lasciato un segno, indelebile, come fanno gli Eroi. 

Alessio

martedì 2 settembre 2014

Tra noi, parla il Silenzio!


"A valle nelle città, le parole sono aria viziata, escono dalla bocca straparlate, non portano conseguenze. Quassù ce la teniamo in bocca, costano energia e calore, usiamo le necessarie, e quello che diciamo poi facciamo. Quassù le parole stanno in pari con i fatti, fanno coppia." 

lunedì 23 giugno 2014

Escursione in Kayak!


Il fascino di andare in kayak è indescrivibile: ascoltare il suono del mare, andando a pelo d'acqua, gustando ciò che la natura offre, è un qualcosa che crea tanta felicità.
Decido, insieme al gruppo di appassionati di "noi outdoor", di scoprire il territorio di Baia, nella zona Flegrea, e di colpo, ritrovarci immersi nella storia di questo territorio. Abbiamo osservato da vicino l'isola di Pennata: un relitto del cratere del lago di Miseno, che emerge a seguito di una violenta mareggiata del novembre del 1966. 
La lingua di sabbia che la collegava alla terraferma è completamente scomparsa. Ci siamo tuffati in mare piacevolmente, godendo di un sole magnifico, e spinti dalla curiosità abbiamo fatto snorkeling. Abbiamo nuotato sopra  i resti di una villa imperiale romana. Che dire...è stato davvero emozionante!
Non c'è cosa più bella quando la natura, crea una fusione con l'avventura e la storia.
I campi flegrei, sono un territorio ricco di storia e di bellezze naturali. 
Dovremmo voler più bene a questo luogo, visitarlo è un modo di riconoscenza.
Ci siamo ripromessi di tornarci, ne vale proprio la pena!  E tu? Cosa aspetti?

Alessio.

sabato 24 maggio 2014

Le ciampate del diavolo

"Lontani della routine quotidiana, alla ricerca di nuove emozioni, NOI insieme viviamo la natura."

Proprio con questo motto, siamo andati alla scoperta di questo sito paleontologico ubicato in località 

Foresta del comune di Tora e Piccilli (CE)

Il sito testimonia l’esecuzione della perfetta camminata bipede dell’Homo Erectus europeo, che utilizza 

tutto il corpo per bilanciarsi ed appoggia le mani solo nel momento in cui rischia di scivolare su di una

 pendenza più ripida.




Una gita bellissima, un sito di interesse mondiale, in quanto presenta caratteristiche senza eguali, come la presenza di numerose impronte disposte in piste e in buono stato di conservazione!




Purtroppo questo sito è dimenticato dalle istituzioni, il percorso per arrivarci non è semplice, e le istituzioni locali, fanno poco e male per attirare turisti!

Vi consiglio di visitarlo. E' meraviglioso! 
Come sempre, se volete, sono disposto ad accompagnarvi!

Alessio

lunedì 5 maggio 2014

Parco archeologico di Cuma - Pozzuoli

Con la cultura si mangia,direi anche bene,e aiuta a saziarsi  di cose straordinarie.Mi trovo a Cuma(NA) al parco archeologico.Luogo di storia affascinante e di leggende da mettere i brividi.Attratto da quel poco che conoscevo riguardo la Sibilla Cumana,colgo l'occasione per visionare questo luogo di origine greca,fondata nel 470 a.C. Sul promontorio da cui si gode un panorama meraviglioso,si visita l'acropoli ed il tempio di Giove,più sotto invece,il tempio di Apollo.
Questi due edifici sacri erano poi collegati tra loro da un antico asse,noto come Via Sacra,lastricato in età augustea.La curiosità mi spinge a visitare l'antro della Sibilla Cumana,mitico luogo all'interno del quale la Sibilla divulgava i suoi oracoli.Così immortalata anche da Virgilio nell'Eneide,che la presenta come guida:l'eroe troiano,Enea,va a consultarla nel suo tempio.E lei,lo conduce al lago d'averno,un bacino misterioso,distante pochi chilometri.
Passeggiando nel parco archeologico,rifletto ascoltando involontariamente accenti stranieri.Quanta storia nasce dal nostro territorio?Quante persone possono essere attratte da questa infinita voglia di mangiare cultura.E noi, abbiamo sempre fame?
Se volete, sono sempre pronto per accompagnarvi in posti mitici e affascinanti.
Buon appetito a tutti!


Alessio
www.noioutdoor.it

martedì 22 aprile 2014

Una gita nata per caso!


Una gita nata per caso,ed oramai ho constatato,che tutte le cose che nascono per caso,spesso diventano esperienze emozionanti!Dopo aver percorso pochi chilometri dal territorio di Vastogirardi (IS),mi ritrovo nel complesso forestale di Montedimezzo,angolo di paradiso che accoglie nel suo silenzio,visitatori attratti dai sentieri naturalistici e dalla vegetazione arborea.
La riserva di Montedimezzo ha lo scopo prioritario di mantenere un equilibrio,tra l'uomo e il suo ambiente.Ecco il motivo per cui aderisce al programma Man and Biosphere (MAB)attività avviata nel 1971 dall'UNESCO.
Nei suoi 1.170 ettari ,si possono percorrere vari sentieri,tra cui uno adatto alle persone abili diversamente.La fauna che vive nel bosco di Montedimezzo è davvero varia,con grande stupore ho salutato coppie di Daini attraversando il loro habitat naturale.
La riserva è dotata di area pic-nic.Un posto ideale per godersi la natura.Andateci,magari come sempre, vi accompagno!



Alessio



mercoledì 16 aprile 2014

Cipresseta di Fontegreca

Vi è mai capitato,di trovarvi in un posto incantato?Ecco io non ci credevo,poi ho dovuto constatare che certi posti magici esistono.E' la terra delle sorprese!

Dove i Greci,i primi ad essere arrivati in questo territorio scoprirono,e restando affascinati,non andarono più via.Piantarono come loro uso,dei cipressi a difesa dei corsi d'acqua.Qui scattò la magia del fiume Sava,che attraversando il territorio contribuì alla crescita e la forma unica dei cipressi.Infatti,qui a Fontegreca(CE) i cipressi sono inusuali,avendo una forma orizzontale con i rami perpendicolari al fusto,a differenza di quelli che conosciamo tutti con forma piramidale.La cipresseta di Fontegreca  è diventata patrimonio dell'Unesco.Ci ritornerò,accompagnando come sempre le persone che si aggregano,spinti dalla voglia di evidenziare la bellezza della natura che ci circonda.

E tu?Sei pronto a restare incantato?



Alessio



martedì 4 marzo 2014

Il mio compleanno azzurro come te!

"Son nato a Napoli,perciò mi piace il mare"cantava Pino Daniele in una canzone di qualche anno fa.Strofa che ho fatto mia,più di una volta.Ieri,per festeggiarmi,ho deciso di ringraziare la mia città per avermi dato i natali.E lei,mi ha accolta come una mamma che si fa bella per una festa di compleanno del proprio figlio.Il suo colore azzurro predominava su tutto.Era piena di luce,un sole che illuminava i volti e gli accenti di tutti i turisti che passeggiavano sul lungomare.Il Vesuvio per l'occasione si è presentato elegante,mettendo del colore bianco,sul suo cratere.Padroneggiava più che mai sul golfo più bello del mondo.E' stato commuovente sedermi e annusare il suo profumo,gli odori di cibo,la cucina mediterranea,il sapore della pizza,il profumo del caffè.
E' bello provenire da questa città.E' bello avere il suo colore nel cuore.E' stato bello festeggiare il mio compleanno nel tuo ventre.
Auguri a me,auguri eterni a te,città-madre di un teatro infinito!





Alessio

martedì 18 febbraio 2014

Sospeso...tra il mare e il cielo!

Il sentiero degli Dei


Ne avevo sentito parlare,chiunque c'è stato è rimasto affascinato da questo percorso.Dovevo assolutamente esplorare "il sentiero degli Dei".E' febbraio,il clima è particolarmente primaverile,forse di più.Il punto di partenza è una piazza di Bomerano una frazione di Agerola(NA).Il paesino è famoso per il fior di latte,e ovviamente,lo compro pensando che il pranzo sarà gustosissimo.Il percorso inizia leggendo una frase di Italo Calvino che padroneggia sulla parete di una roccia "....da quella strada sospesa sul magico golfo delle “Sirene” solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito".
Dopo aver fatto pochi metri,lo scenario che mi si apre dinanzi è qualcosa che non si può descrivere.Cammino come se fossi sospeso tra il mare e il cielo.I colori sono vivi,la natura si offre nel suo splendore,e dinanzi a tutta questa bellezza non faccio altro che osservarla incredulo.Avverto la sensazione di essere parte integrante di un quadro disegnato da Monet.Cammino,ma riconosco che la bellezza che mi gira intorno ha creato una tale magia da trasportarmi in un'altra dimensione.La meta è arrivare a Positano.E per la maggior parte del tragitto,credo di non farcela.La distanza è troppa!Il sentiero dura più di quattro ore,la difficoltà non è di un livello base,e probabilmente chi soffre di vertigini,non deve pensare di farlo.Dopo una breve sosta per il pranzo,nel territorio di Nocelle,affronto l'ultimo tratto:i millecinquento gradini in discesa che concludono il mio emozionante sentiero degli dei.


Alessio

Bisogna fermarsi ed osservare!

La giornata limpida, ma con le temperature non ancora del tutto primaverili, mi hanno fatto venire voglia di cambiare strada.  Le abitudini ...