Lo capì bene quel corsaro di Barbarossa,che pur venendo da lontano con le sue flotte ,aveva già saccheggiato nel golfo le isole di Ischia e Procida,ma nonostante i vari tentativi,inutile fu approdare e conquistare il Castello di Baia.
Arroccato su di un promontorio di pietra tufacea,il Castello sovrasta un'intera aerea di notevole importanza.Con diversi ponti levatoi e mura altissime,la sua ubicazione risultava strategica per difendere il golfo di Pozzuoli e quello di Napoli.Voluto dagli Aragonesi,e fortificato grazie all'architetto Francesco di Giorgio Martini,risulta ristrutturato e migliorato sotto la dinastia di Carlo III di Borbone.Oggi è sede del grande museo archeologico dei Campi Flegrei.
La mattina l'ho trascorsa visitando questo luogo magnifico,dove la storia mi accoglie con la sua importanza,facendomi sentire felice di osservare e apprezzare ciò che grandi uomini hanno vissuto in questa zona.Terra di grande miti.La bellezza del panorama,toglie il fiato.Lungo il corridoio esterno del castello vengo sorpreso da un grosso mosaico di tasselli bianchi che rappresentano una lotta tra atleti.Osservandolo con attenzione,scopro immagini tridimensionali,tale da riuscire a percepire ogni movimento del loro corpo .Chissà quanto era straziante e atroce vederli da vicino,e penso che in quel tempo era uno dei giochi preferiti anche dell'imperatore Adriano che proprio su questa costa in riva al mare,cessò di vivere.
Entro nelle sale del museo archeologico,i marmi,e le varie statue,sono talmente affascinanti,e posizionate a pochi centimetri da chi li visita,che per un attimo avverto un forte capogiro:penso di essere affetto dalla sindrome di Stendhal.Mi riprendo subito,forse la causa del mancamento è stata quella di
non aver fatto colazione.In effetti è quasi ora di pranzo,decido di uscire.Di certo i miei occhi hanno gustato tanto.Sono contento di aver visitato un luogo di tanta bellezza.Sono ancora più felice nel ricordarmi che il Castello di Baia è qui,a pochi chilometri da casa mia.Sempre aperto.Ci ritornerò,perchè nella nostra terra c'è sempre arte da visitare ,non dovrebbe mai essere dimenticato.
Alessio